XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3684




PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE


Art. 1.

        1. All'articolo 49 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma:

        "Anche al fine di cui al primo comma, la legge assicura il pluralismo dell'informazione, vieta le posizioni dominanti nel sistema delle comunicazioni di massa, stabilisce per i partiti e per i movimenti politici eque condizioni di accesso ai mezzi di informazione, tutela il diritto dei cittadini ad una informazione politica libera e completa".


Art. 2.

        1. Dopo il primo comma dell'articolo 51 della Costituzione è inserito il seguente:

        "La legge stabilisce disposizioni idonee a prevenire l'insorgere di conflitti tra gli interessi privati di chi accede ad uffici pubblici e a cariche elettive e gli interessi generali che il pubblico ufficiale deve tutelare. In ogni caso, non possono ricoprire uffici pubblici né sono eleggibili a cariche elettive coloro che detengono la proprietà o hanno il controllo, anche indiretto, di mezzi di comunicazione di massa diffusi nell'area territoriale interessata".


Art. 3.

        1. Dopo l'articolo 58 della Costituzione è inserito il seguente:

        "Art. 58-bis. La legge disciplina le forme del finanziamento delle campagne elettorali, ne assicura la trasparenza e fissa i limiti delle spese elettorali. Garantisce ai candidati, ai partiti, alle coalizioni tra partiti e agli altri soggetti presentatori di liste di candidati condizioni di parità nell'accesso al sistema, pubblico e privato, delle comunicazioni di massa. La legge disciplina altresì le modalità e i termini della presentazione e della pubblicazione del programma elettorale e del nome del candidato proposto per la Presidenza del Consiglio dei ministri unitamente a ciascuna lista di candidati alle elezioni politiche".


Art. 4.

        1. Il primo comma dell'articolo 63 della Costituzione è sostituito dal seguente:

        "Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l'Ufficio di presidenza. Il Presidente è eletto con la maggioranza dei due terzi dei voti espressi. L'Ufficio di presidenza e eletto in modo da garantire la rappresentanza di tutti i gruppi parlamentari".


Art. 5.

        1. L'articolo 64 della Costituzione è sostituito dal seguente:

        "Art. 64. - Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento con la maggioranza dei due terzi dei voti espressi, comunque non inferiore alla maggioranza assoluta dei suoi componenti.
        Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento in seduta comune possono deliberare di riunirsi in seduta segreta.
        Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento in seduta comune non sono valide se non è presente almeno un terzo dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale.
        I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti, obbligo di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono.
        I regolamenti parlamentari stabiliscono i casi nei quali il Governo deve essere comunque rappresentato dal Primo ministro o dal Ministro competente.
        I regolamenti parlamentari disciplinano le prerogative e i poteri del Governo e della maggioranza e quelli dell'opposizione nella organizzazione e nello svolgimento dei lavori parlamentari. Disciplinano i casi nei quali il Governo ha facoltà di porre la fiducia sulla approvazione di singoli articoli o emendamenti. Riservano adeguati spazi ai gruppi di opposizione nella formazione dell'ordine del giorno e nella organizzazione dei lavori dell'Aula e delle Commissioni.
        I regolamenti parlamentari individuano le Commissioni, le Giunte o gli organismi interni ai quali sono attribuiti compiti ispettivi, di inchiesta, di controllo o di garanzia: la presidenza dei medesimi è riservata a parlamentari designati dai gruppi di opposizione".


Art. 6.

        1. All'articolo 66 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Contro la decisione è ammesso il ricorso alla Corte costituzionale nei modi e nei termini previsti dalla legge".


Art. 7.

        1. Al primo comma dell'articolo 71 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Al Governo e ai membri del Parlamento appartiene altresì il potere di sottoporre al voto delle Camere emendamenti ai disegni di legge".


Art. 8.

        1. All'articolo 72 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma:

        "Se un disegno di legge è stato approvato in prima lettura dalle due Camere in testi fra loro differenti, esso è sottoposto all'esame di una Commissione formata da un uguale numero di deputati e di senatori, composta in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. La Commissione provvede, nei successivi sessanta giorni, a redigere un testo unificato, sul quale decidono definitivamente le due Camere, con procedimento abbreviato disciplinato dai rispettivi regolamenti".


Art. 9.

        1. All'articolo 74 della Costituzione, il secondo comma è sostituito dal seguente:

        "Se le Camere approvano nuovamente la legge, a maggioranza assoluta dei loro componenti, questa deve essere promulgata".


Art. 10.

        1. All'articolo 75 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al primo comma, la parola: "cinquecentomila" è sostituita dalla seguente: "settecentomila"

            b) il quarto comma è sostituito dal seguente:

        "La proposta soggetta a referendum è approvata se ha conseguito la maggioranza dei voti validamente espressi purchè non inferiore ad un quarto degli aventi diritto".


Art. 11.

        1. All'articolo 76 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma:

        "Gli schemi dei decreti legislativi predisposti dal Governo sono sottoposti al parere delle Commissioni parlamentari competenti. Un quinto dei componenti ciascuna Camera può chiedere che il parere sia esaminato e approvato dalla Camera stessa. Il Consiglio dei ministri si attiene ai pareri parlamentari, salvo motivato dissenso".

Art. 12.

        1. All'articolo 77 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma:

        "I decreti devono contenere esclusivamente misure di immediata applicazione e il loro contenuto deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al titolo. Non possono conferire deleghe legislative, disciplinare materie per le quali la Costituzione impone la procedura normale di esame e di approvazione da parte delle Camere, ripristinare l'efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale, reiterare le disposizioni di decreti non convertiti in legge".


Art. 13.

        1. Dopo l'articolo 81 della Costituzione è inserito il seguente:

        "Art. 81-bis.- Per l'indirizzo e il controllo sulle attività riguardanti le politiche dell'Unione europea e per vigilare sull'osservanza del principio di sussidiarietà, è istituita una Commissione composta da deputati e da senatori, formata in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari".


Art. 14.

        1. Al primo comma dell'articolo 82 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Una Commissione di inchiesta è comunque istituita se la proposta è sottoscritta da un quarto dei componenti la Camera".


Art. 15.

        1. Dopo l'articolo 82 della Costituzione è inserito il seguente:

        "Art. 82-bis.- Le Commissioni parlamentari, su richiesta di almeno un quarto dei loro componenti, deliberano indagini conoscitive sulle attività e sul funzionamento dell'amministrazione e su ogni altra questione di pubblico interesse.
        Al fine di cui al primo comma le Commissioni parlamentari possono avvalersi delle strutture dello Stato. Le amministrazioni pubbliche sono tenute a fornire alle Commissioni parlamentari le informazioni e i documenti da esse richiesti".


Art. 16.

        1. Al terzo comma dell'articolo 83 della Costituzione, l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: "Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei due terzi dei voti espressi".


Art. 17.

        1. L'articolo 88 della Costituzione è sostituito dal seguente:

        "Art. 88. - Il Primo ministro, sentito il Consiglio dei ministri, può proporre al Presidente della Repubblica lo scioglimento delle Camere, o anche di una sola di esse. Il Presidente della Repubblica decide con proprio decreto, sentiti i Presidenti delle Camere e i rappresentanti dei gruppi parlamentari".


Art. 18.

        1. L'articolo 92 della Costituzione è sostituito dal seguente:

        "Art. 92. - Il Governo della Repubblica è composto dal Primo ministro e dai Ministri, che insieme costituiscono il Consiglio dei ministri. Il Primo ministro è il Presidente del Consiglio dei ministri.
        Il Presidente della Repubblica, all'inizio di ogni legislatura, nomina il Primo ministro, sulla base dei risultati delle elezioni politiche.
        Il Primo ministro nomina e revoca i Ministri, i viceministri e i sottosegretari di Stato. Ai componenti il Governo si applicano le cause di ineleggibilità previste dalla legge per i membri delle Camere.
        La legge stabilisce le cause di incompatibilità dei membri del Governo e le altre disposizioni idonee a prevenire l'insorgere di possibili conflitti di interessi, anche ponendo, a tale fine, limiti al diritto di proprietà, di impresa e di esercizio di libere professioni dei membri del Governo".


Art. 19.

        1. Al primo comma dell'articolo 93 della Costituzione le parole: "Il Presidente del Consiglio dei ministri" sono sostituite dalle seguenti: "Il Primo ministro".


Art. 20.

        1. L'articolo 94 della Costituzione è sostituito dal seguente:

        "Art. 94. - Il Primo ministro deve avere la fiducia delle Camere. A tale fine, entro dieci giorni dalla nomina, illustra alle Camere il programma del Governo. Il Parlamento in seduta comune vota la fiducia per appello nominale.
        La mozione di sfiducia deve essere motivata, deve contenere l'indicazione del nome di un candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, e deve essere sottoscritta da almeno un decimo dei componenti la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica. Essa è discussa e votata per appello nominale dal Parlamento in seduta comune, non prima di tre giorni e non oltre dieci giorni dalla sua presentazione.
        Se essa ottiene il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti il Parlamento in seduta comune, il Presidente della Repubblica, sentiti i Presidenti delle Camere e i rappresentanti dei gruppi parlamentari, provvede, nei dieci giorni successivi, alla nomina del nuovo Primo ministro ovvero allo scioglimento anticipato delle Camere, ove ritenga che la formazione del nuovo Governo contrasti con gli orientamenti politici del corpo elettorale.
        Il voto contrario di una o di entrambe le Camere su una proposta del Governo non comporta obbligo di dimissioni, se il Governo non ha posto su di essa la questione di fiducia".


Art. 21.

        1. Il primo comma dell'articolo 95 della Costituzione è sostituito dal seguente:

        "Il Primo ministro dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità dell'indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei Ministri. Può sottoporre alla approvazione del Consiglio dei ministri atti di competenza di singoli Ministri e proporre, nei casi consentiti dalla legge, la revoca di atti da essi deliberati".


Art. 22.

        1. Dopo l'articolo 98 della Costituzione è inserito il seguente:

        "Art. 98-bis.- Per lo svolgimento di funzioni non soggette all'indirizzo politico di governo, il Parlamento con legge può istituire Autorità indipendenti, disciplinandone le prerogative e i poteri. La legge istitutiva ne garantisce l'indipendenza e stabilisce i particolari requisiti richiesti ai loro componenti.
        I componenti le Autorità indipendenti sono designati, di comune intesa, dai Presidenti delle Camere. In alternativa, la legge può prevedere che essi siano designati pariteticamente dalla maggioranza e dall' opposizione parlamentare.
        Le Autorità indipendenti riferiscono alla Camere sui risultati dell'attività svolta".


Art. 23.

        1. L'articolo 134 della Costituzione è sostituito dal seguente:

        "Art. 134. - La Corte costituzionale giudica:

            sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni;

            sui ricorsi presentati da almeno un quarto dei componenti le Camere sulla legittimità costituzionale di leggi ed atti aventi forza di legge, per violazione delle disposizioni costituzionali relative al procedimento legislativo o ai limiti imposti all'esercizio di poteri legislativi da parte del Governo, entro i sessanta giorni successivi alla data di entrata in vigore degli atti medesimi;

            sui conflitti di attribuzione fra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni e fra le Regioni;

            sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione;

            sulle questioni relative alla incompatibilità dei membri del Governo e sui ricorsi contro le decisioni delle Camere in ordine ai titoli di ammissione dei propri membri e alle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità".


Art. 24.

        1. All'articolo 138 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) al primo comma le parole: "a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera" sono sostituite dalle seguenti: "a maggioranza dei due terzi dei voti espressi da ciascuna Camera";

            b) il terzo comma è sostituito dal seguente:

                "Se la legge di revisione costituzionale modifica o abroga disposizioni comprese in più di un articolo della Costituzione, sono sottoposte a referendum, distintamente, le disposizioni modificative delle disposizioni comprese in ciascun titolo o sezione. La Corte costituzionale può disporre che siano sottoposte a referendum separatamente anche disposizioni ricomprese nello stesso titolo, sezione o articolo, se concernono questioni o istituti non omogenei e se ciò giova alla chiarezza della decisione".


Art. 25.

        1. Dopo la XVII disposizione transitoria e finale della Costituzione è inserita la seguente:

        "XVII-bis.- Dalla data di insediamento del nuovo Senato della Repubblica, come riformato in correlazione con la trasformazione in senso federale della forma dello Stato, la fiducia e la sfiducia al Governo sono espresse dalla sola Camera dei deputati, e le disposizioni sul procedimento legislativo sono adeguate alla nuova ripartizione delle competenze tra la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica".



Frontespizio Relazione